Brochure della mostra commemorativa per la presentazione del Catalogo generale delle opere di Carlo Carrà, tenutasi presso la Galleria Annunciata di Milano dall'11 dicembre 1968 al 16 gennaio 1969. Con alcuni scritti dell'artista tratti dal Catalogo. Con 11 tavole a colori
Cm 24x17. pp. 24. . Ottimo (Fine). . . .Nel 1909 con Boccioni, Russolo e Marinetti a Milano redige il manifesto dei futuristi; nel 1916 con De Chirico, inizia la pittura metafisica; nel 1919 è, con Mario Broglio, alla testa del gruppo ''Valori Plastici''; nel 1926 prende parte al gruppo ''Novecento''. Fu così tra i protagonisti dell'arte italiana nel primo e nel secondo venticinquennio del secolo, mantenendo in ogni fase un'aspirazione all'equilibrio classico che lascia comprendere la direzione da lui presa dopo il 1919 e che ha sostenuto permanentemente la sua feconda attività. Malgrado le giustificazioni nazionalistiche date alla sua pittura, la critica vi ha scoperto rapporti con la pittura francese anche nel periodo del ''Novecento'' volto a ritrovare, dopo il pittoricismo impressionista e lo spregiudicato avanguardismo futurista, un esplicito contatto con la tradizione e una concreta coscienza del valore della forma. C., pur avendo affrontato temi monumentali, ha soprattutto prediletto paesaggi di austera semplicità, in cui talvolta la ricerca di volumi, che muove da Cézanne, s'incontra con inaspettati riecheggiamenti della pittura italiana del Trecento. Tale problematica si riflette anche nell'opera di C. come scrittore e critico d'arte (Guerrapittura, 1915; Pittura metafisica, 1919; Giotto, 1924; Il rinnovamento delle arti in Italia, 1945. Molti testi editi e inediti, sono stati raccolti in Tutti gli scritti, 1978) (da treccani.it).
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Brochure della mostra commemorativa per la presentazione del Catalogo generale delle opere di Carlo Carrà, tenutasi presso la Galleria Annunciata di Milano dall'11 dicembre 1968 al 16 gennaio 1969. Con alcuni scritti dell'artista tratti dal Catalogo. Con 11 tavole a colori Cm 24x17. pp. 24. . Ottimo (Fine). . . . Nel 1909 con Boccioni, Russolo e Marinetti a Milano redige il manifesto dei futuristi; nel 1916 con De Chirico, inizia la pittura metafisica; nel 1919 è, con Mario Broglio, alla testa del gruppo ''Valori Plastici''; nel 1926 prende parte al gruppo ''Novecento''. Fu così tra i protagonisti dell'arte italiana nel primo e nel secondo venticinquennio del secolo, mantenendo in ogni fase un'aspirazione all'equilibrio classico che lascia comprendere la direzione da lui presa dopo il 1919 e che ha sostenuto permanentemente la sua feconda attività. Malgrado le giustificazioni nazionalistiche date alla sua pittura, la critica vi ha scoperto rapporti con la pittura francese anche nel periodo del ''Novecento'' volto a ritrovare, dopo il pittoricismo impressionista e lo spregiudicato avanguardismo futurista, un esplicito contatto con la tradizione e una concreta coscienza del valore della forma. C., pur avendo affrontato temi monumentali, ha soprattutto prediletto paesaggi di austera semplicità, in cui talvolta la ricerca di volumi, che muove da Cézanne, s'incontra con inaspettati riecheggiamenti della pittura italiana del Trecento. Tale problematica si riflette anche nell'opera di C. come scrittore e critico d'arte (Guerrapittura, 1915; Pittura metafisica, 1919; Giotto, 1924; Il rinnovamento delle arti in Italia, 1945. Molti testi editi e inediti, sono stati raccolti in Tutti gli scritti, 1978) (da treccani.it).
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Anno edizione:1968
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